Leggiamo su https://quifinanza.it la dichiarazione del Presidente di Condindustria, del 29 Agosto 2020.
siccome siamo soci di Confindustria Genova riteniamo opportuno citare questo articolo.
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Il presidente degli industriali scrive alle associazioni di Confindustria sul blocco dei licenziamenti e il rinnovo dei contratti collettivi
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Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi scrive in occasione dei suoi primi 100 giorni di mandato, alle associazioni di categoria e elenca le priorità del suo mandato: più aiuti alle imprese, meno agli altri e fine del blocco sui licenziamenti.
Confindustria, sblocco dei contratti collettivi: le intenzioni di Bonomi
Ma nella lettera diretta a tutti presidenti delle associazioni interne a Confindustria il presidente degli industriali solleva soprattutto una questione fondamentale per dieci milioni di lavoratori che in Italia attendono la revisione degli accordi scaduti da anni o decenni: il rinnovo dei contratti collettivi.
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“All’accusa che i leader sindacali hanno rivolto a Confindustria di non volere i contratti abbiamo risposto con chiarezza che Confindustria i contratti li vuole sottoscrivere e rinnovare. Solo che li vogliamo ‘rivoluzionarì”, ha scritto Bonomi.
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In previsione dell’incontro con i sindacati del prossimo 7 settembre, proprio per discutere dello sblocco degli accordi di categoria, Bonomi spiega: “Contratti rivoluzionari rispetto al vecchio scambio di inizio Novecento tra salari e orari. Non perché siamo rivoluzionari noi, aggettivo che proprio non ci si addice – sottolinea – ma perché nel frattempo è il lavoro e sono le tecnologie, i mercati e i prodotti, le modalità per produrli e distribuirli, ad essersi rivoluzionati, tutti e infinite volte rispetto a decenni fa”.
Sulla via della buona riuscita del negoziato con le sigle sindacali ci sono, però, molti ostacoli sui quali Bonomi non sembra volere fare concessioni. Sulla busta paga ad esempio il presidente di Confindustria non vuole accettare aumenti perché non c’è inflazione. Nemmeno per quelle categorie come dipendenti della sanità privata o dell’industria alimentare che durante il lockdown non hanno mai smesso di lavorare. Una linea su cui sono in disaccordo tra l’altro grandi gruppi industriali come Barilla, Ferrero o Coca Cola Italia che hanno invece firmato il nuovo contratto collettivo dell’alimentare che prevede delle integrazioni sullo stipendio.
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Confindustria, stop al blocco dei licenziamenti: le parole del presidente Bonomi
Bonomi dichiara inoltre la sua contrarietà sulla decisione del governo di prolungare l’uso di ammortizzatori sociali e il blocco dei licenziamenti, che secondo lui poteva essere giustificato durante l’emergenza ma che “protrarla ad oltranza è un errore molto rischioso”.
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“Più si protrae nel tempo il binomio ‘cig per tutti-no licenziamenti più gli effetti di questo congelamento” scrive, più “potrebbero essere pesanti, in termini sociali e per le imprese”.
Nella lettera il presidente di Confindustria rivendica più risorse alle imprese di quanto fatto finora per contrastare le conseguenze della pandemia: “I numerosi interventi specifici, i bonus frammentati e i nuovi fondi accesi presso ogni ministero, non sono stati certo la risposta articolata ed efficace che ci aspettavamo”.
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“Se non saremo uniti negli obiettivi prioritari per cui ci battiamo, nel respingere le polemiche ed anche i tentativi di intimidirci, allora diventerà ancora più improbo il tentativo di trasformare l’Italia in quel Paese dell’innovazione permanente capace di accogliere e trattenere i nostri figli che, noi sappiamo, può e deve essere”, scrive Bonomi a difesa delle aziende.
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”Ci aspetta una stagione – avverte – in cui la demagogia rischia di essere la più fraudolenta delle seduzioni. E, al contempo, in cui il costo dell’incompetenza sopravanzerà per generazioni i benefici di chi oggi se ne avvantaggia”.
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La proposta di Bonomi prevede una riforma “complessiva e di sistema” a partire dalla prossima legge di Bilancio, che punti su politiche attive del lavoro, formazione e riqualificazione professionale, ricollocazione e reimpiego.
Infine il presidente degli industriali torna sulle accuse alle aziende di non aver voluto chiudere in tempo gli stabilimenti così da evitare più possibile i contagi. Per Bonomi si tratta infatti di un “falso assoluto” l’imputazione alle imprese di “aver osteggiato la chiusura di alcune aree del Paese a fronte della diffusione del Covid-19” e rilancia:“Sulle misure di sicurezza anti-Covid ancora non ci siamo”.